02Ottobre

SERIE B 1^ GIORNATA : BERGAMO 12 - NOVARA 30

Regalo di nozze.

Vacaru sceglie un XV pesante e porta pure 6 avanti su 7 in panchina. Esordio ufficiale in prima linea per i fratelli Corrado e Adriano Gaeta che affiancano Cotroneo, Fabio Loretti e Quadraro in seconda , completano il pack Luca e Nani Loretti con il sodale Guglielmi in terza. In regia il neo capitano Loddo con Vacaru jr. , ai centri Cerutti e Battaglia, altro esordiente come Di Maria schierato ala con Vicari , chiude Stofella.

Grande inizio del Novara che senza timore reverenziale aggredisce i padroni di casa e li mette subito alle corde , imponendo la legge del pack fin dalla prima mischia . La squadra guadagna terreno  , la touche funziona bene con un paio di cassaforti che finiscono corte per un niente , ma in mischia si recupera subito il pallone . Altro pick and go corto fino a che al 9’ la prima linea bergamasca crolla e l’ottimo arbitro estrae senza indugio il giallo : ancora mischia e il carrettino è guidato e concluso in meta da Luca Loretti. Senza esito la trasformazione. Si attende la reazione orobica , ma Nani Loretti recupera il pallone e risospinge la squadra  in avanti : diciamo subito che gli amanti del multi fase e del gioco arioso e spumeggiante devono aspettare i rari quanto imprecisi contrattacchi bergamaschi  non certo le iniziative novaresi . Infatti i padroni di casa cercano le scorribande del proprio triangolo allargato che , se trova spazio , mette in difficoltà la prima linea di difesa azzurra rinforzata però  sulla larghezza  da due spietati placcatori come Cerutti e Battaglia, ben coadiuvati da Stofella. I nostri invece tengono ovviamente ritmi bassi  privilegiando  il gioco chiuso e le fasi statiche , utilizzando al meglio i turn over , frutto del sapiente lavoro dei Loretti brothers , e i numerosi calci di punizione concessi dagli avversari . Al  16’ arrivano  tre preziosi punti grazie ad un drop di Vacaru , preparato al meglio da Loddo abile a impegnare i propri avanti nel lavoro di trincea per consentire al compagno  di centrare i pali senza pressione.  Fiammata orobica che d’orgoglio cerca di reagire , ma occorre una dormita della difesa novarese come quella in cui al 24’ spiana la via della meta bergamasca: furba non letta da Adriano Gaeta e tallonatore avversario proiettato in meta , fermato in qualche modo da Loddo.  Fallo tattico e difesa alle corde che alla fine capitola sul multi fase propiziato dalla giocata veloce dal calcio di punizione. Trasformazione e 8 a 7 con partita che sembra riaperta.  Invece gli ultimi 20 minuti sono tutti di marca novarese che fa valere il pack power  e sigla due realizzazioni pesanti  entrambe marcate da Corrado Gaeta a suggello di un’ottima prestazione personale.  Al  30’ spietato carrettino da mischia ordinata e ripartenza  della terza linea difesa a fatica ; ripetuti pick and go diretti da Loddo fino a che Conrad  Gaeta riesce a trovare lo spiraglio giusto . Vacaru jr. riscalda il piedino e  trasforma , mettendone altri tre al 36’ su calcio di punizione , giusto per gradire.  A fil di sirena arriva la meta che chiude la partita : questa volta è l’ennesima cassaforte da touche arpionata da Nani Loretti  e orchestrata al meglio dagli otto musicanti di Brema che concludono la sinfonia in meta ad opera del tamburino Corrado. Si riposa sul 23 a 7 e il pubblico di parte novarese si sfrega contento le mani anche perché è chiaro che solo un inopinato calo fisico o qualche miracolo possono invertire l’inerzia del match.

 

 

Nel secondo tempo è l’allenatore orobico che ricorre a piene mani alla panchina e cerca di incitare i suoi a giocarsi il tutto per tutto , mentre Vacaru mantiene lo status quo ed il gioco ermetico . Qualche calcio di liberazione non proprio centrato consente qualche pericoloso contrattacco su cui però la seconda linea di difesa recupera bene soprattutto con Cerutti e Battaglia , anche se quest’ultimo viene colto in fallo dall’arbitro e rimedia un giallo che non porta , ahimè per loro , punti per Bergamo. La partita si mantiene interessante proprio per la diversità biologica dei contendenti. Il Novara fa muro e trova ottimi turn over , prova sporadici multi fase privi però di efficacia , risolti poi dal piede ora di Loddo ora di Vacaru , ma non ha la stessa efficacia del primo tempo perché aumenta la fallosità e di conseguenza la perdita del pallone e di terreno. Di contro il Bergamo riesce a impensierire la retroguardia azzurra nel gioco al largo  , ma spesso i suoi centri fanno a testate invece di cercare il sovrannumero  e se in touche qualche  pallone è fruibile , in mischia ordinata non c’è proprio storia e invertendo l’ordine dei piloni ,leggasi Quadraro che risale in prima linea al posto di un buon Gaeta Adriano sostituito da Tonelli, il risultato non cambia anzi migliora perché la prima linea avversaria viaggia a gambe per aria. Il tempo passa e c’è aria di vittoria nonostante il clamoroso palo colto da Cerutti su calcio di punizione al 24’. Nel finale gli ultimi botti. Al 35’ meta e bonus. Il pack lavora bene in touche  e l’arbitro fischia un fallo orobico in prossimità dei pali .  Loddo smette i panni dell’assennato capitano e rimette quelli della faina e gioca rapidamente alla sua destra cogliendo pronto Cotroneo  che ha ancora lo spunto e la forza di incunearsi nelle maglie di una difesa assai svogliata. Vacaru trasforma.  Poco dopo è il Novara che copia gli avversari perché concede la meta dell’orgoglio sempre da giocata da calcio di punizione poi non trasformata. Il match si chiude su un avanti bergamasco e il fischio finale è vera musica per le orecchie di giocatori e tifosi.

Plauso allora a giocatori e tecnico che hanno interpretato bene la partita e l’hanno incanalata su ritmi e strutture congeniali. In un campionato  in cui conteranno come al solito anche i centesimi di punto , un simile bottino è davvero oro colato . Man of the match alla prima linea che oltre ad aver demolito gli avversari  dal primo all’80° ha segnato ben tre delle quattro mete.  Bene i nuovi  e adesso belli concentrati per l’esordio casalingo di domenica prossima con il Sondrio.

Stefano Paracchini